Rotho-Noxys: per ottenere pił aromi e profumi nei vini bianchi
- Rotho-Noxys: trasferire l’uva intera con Inerte Delicatezza
- Come funziona la Rotho-Noxys
- Come sono stati condotti i test
- TEST 01 - Estrazione degli acidi cinnamici e protezione dalla polifenolossidasi.
- TEST 02 - Estrazione complessiva di composti fenolici.
- TEST 03 - Valutazione del grado di protezione totale dalle ossidazioni.
- TEST 04 - Effetto sul consumo di anidride solforosa.
- Conclusioni
Negli ultimi anni la vinificazione in iper-riduzione in atmosfera inerte ha trovato un’ampia diffusione nella produzione dei vini bianchi di qualità, non solo per le varietà internazionali largamente sperimentate, quali il Sauvignon Blanc, ma anche per un ampio numero di vitigni autoctoni di elevata importanza commerciale. Questo tipo di processo richiede la coerenza ed il controllo di tutta la filiera di lavorazione. La fase al momento maggiormente critica del processo è quella della pigiadiraspatura e del trasferimento del pigiato nella pressa inertizzata. E’ infatti evidente che la velocità delle reazioni di ossidazione enzimatiche è tale da causare una significativa ossidazione della materia prima già nella fase di carico della pressa. Idealmente, l’uva dovrebbe essere caricata in pressa integra e minimizzando il contatto con l’ossigeno. Questa lavorazione è considerata come il riferimento assoluto in termini di possibilità di protezione integrale delle uve dai fenomeni degradativi indotti dagli enzimi ossidasici lipossigenasi e polifenolossidasi ed è considerata di una certa complessità, in quanto riduce la capacità di lavorazione e richiede una inertizzazione con aspirazione sottovuoto e/o ghiaccio secco.
La sperimentazione ha riguardato l’utilizzo di un sistema integrato, concepito e realizzato dalla Ragazzini srl consistente nella pompa Peristaltica Rotho, che consente un trasferimento soffice, accoppiata ad una nuova tramoggia di carico inertizzata “Rotho-Noxys”. L’obiettivo era di colmare questa fase critica di lavorazione delle uve, caratterizzata dal riempimento delle presse con uva intera in ambiente inerte, in modo da garantire al prodotto la massima delicatezza insieme al massimo ottenimento degli aromi; è stata data inoltre attenzione alla possibile riduzione di antiossidanti esogeni (anidride solforosa in particolare), valorizzando il contenuto naturale in antiossidanti presenti nell’uva, rendendo così i vini bianchi più profumati e gradevoli.
La sperimentazione ha riguardato l’utilizzo di un sistema integrato, concepito e realizzato dalla Ragazzini srl consistente nella pompa Peristaltica Rotho, che consente un trasferimento soffice, accoppiata ad una nuova tramoggia di carico inertizzata “Rotho-Noxys”. L’obiettivo era di colmare questa fase critica di lavorazione delle uve, caratterizzata dal riempimento delle presse con uva intera in ambiente inerte, in modo da garantire al prodotto la massima delicatezza insieme al massimo ottenimento degli aromi; è stata data inoltre attenzione alla possibile riduzione di antiossidanti esogeni (anidride solforosa in particolare), valorizzando il contenuto naturale in antiossidanti presenti nell’uva, rendendo così i vini bianchi più profumati e gradevoli.
- Il prodotto (grappoli interi, non diraspati) viene scaricato all’interno della tramoggia Noxys mediante nastro o cassette, previa inertizzazione della tubazione di mandata e della pressa.
- La massa dell’uva viene accompagnata nella parte inferiore della tramoggia conica, mediante un rotore a vite conica a larghe spire, minimizzando i volumi vuoti tra gli acini;
- La leggera compressione degli acini crea alla base del cono una zona di mosto di qualche centimetro (visibile tramite la parete cilindrica in plexiglass), nel quale si immerge l’uva sovrastante;
- L’eventuale introduzione di gas di protezione mediante gli ugelli posti a media altezza della tramoggia, permette di eliminare totalmente l’ossigeno dall’ambiente della tramoggia
- L’alimentazione dell’uva e quindi la marcia/arresto del sistema viene comandata da una sonda di livello ad ultrasuoni posta sulla parete della tramoggia che aziona la macchina in funzione della quantità di uva idonea a mantenere la massa inerte.
- La pompa Rotho aspira il prodotto e lo manda delicatamente alla pressa
- Sia la tramoggia Noxys che la pompa Peristaltica Rotho sono azionate da inverter indipendenti che permettono un numero di giri da 5 a 50 gir/min a seconda del tipo di uva intera da trasferire e della sua integrità.
- Le portate/h variano da 6 a 9 m3/h a seconda sempre del tipo di uva.

I test di impiego del sistema brevettato Rotho-Noxys sono stati disciplinati dal Dott. Fulvio Mattivi Fondazione Mach, Centro Ricerca ed Innovazione, Area Alimentazione di San Michele all’Adige Trento.
Le prove su scala aziendale si sono svolte con l’ausilio dell’enologo Mario Pojer presso l’omonima Azienda Agricola Pojer & Sandri, in Faedo (TN), durante la vendemmia 2009.
Sono state scelte le varietà Traminer aromatico (TA), Muller Thurgau (MT) e Sauvignon blanc (SB). Ciascuna partita di uve è stata randomizzata, refrigerata e divisa in due lotti, con modalità operative tali da mantenere una lavorazione in atmosfera di azoto, con tenori di ossigeno eguali o inferiori all’1%.
I risultati sui mosti sono stati cosi ottenuti:
Per ciascuna varietà è stata effettuata una pressatura con caricamento mediante Rotho-Noxys, comparata contro un testimone con caricamento in pressa di uva intera. L’uva intera è stata caricata dall’alto, inertizzata sottovuoto e lavorata in azoto. La pressatura dell’uva intera è stata condotta per ottenere una resa in mosto del 70%, utilizzando un programma fino a 1.8-2.0 bar. Il programma di pressatura dell’uva pompata è stato accorciato nei tempi ed a pressione ridotta (ca. 1.5-1.6 bar) per ottenere un’identica resa in mosto. Si è utilizzata esattamente l’identica quantità di anidride solforosa ed acido ascorbico per le due prove di una stessa varietà. Le dosi utilizzate sono di circa 3g/q.le SO2 e 2 g di acido ascorbico per TA e MT (doppie per il SB).
I risultati hanno evidenziato quanto segue:
Le prove su scala aziendale si sono svolte con l’ausilio dell’enologo Mario Pojer presso l’omonima Azienda Agricola Pojer & Sandri, in Faedo (TN), durante la vendemmia 2009.
Sono state scelte le varietà Traminer aromatico (TA), Muller Thurgau (MT) e Sauvignon blanc (SB). Ciascuna partita di uve è stata randomizzata, refrigerata e divisa in due lotti, con modalità operative tali da mantenere una lavorazione in atmosfera di azoto, con tenori di ossigeno eguali o inferiori all’1%.
I risultati sui mosti sono stati cosi ottenuti:
Per ciascuna varietà è stata effettuata una pressatura con caricamento mediante Rotho-Noxys, comparata contro un testimone con caricamento in pressa di uva intera. L’uva intera è stata caricata dall’alto, inertizzata sottovuoto e lavorata in azoto. La pressatura dell’uva intera è stata condotta per ottenere una resa in mosto del 70%, utilizzando un programma fino a 1.8-2.0 bar. Il programma di pressatura dell’uva pompata è stato accorciato nei tempi ed a pressione ridotta (ca. 1.5-1.6 bar) per ottenere un’identica resa in mosto. Si è utilizzata esattamente l’identica quantità di anidride solforosa ed acido ascorbico per le due prove di una stessa varietà. Le dosi utilizzate sono di circa 3g/q.le SO2 e 2 g di acido ascorbico per TA e MT (doppie per il SB).
I risultati hanno evidenziato quanto segue:
In generale, dalla pressatura dell’uva pompata si ottiene un incremento delle estrazioni di acidi cinnamici nella forma nativa (non ossidati). A parità di resa in mosto, il contenuto di acidi cinnamici è più elevato nel caso dell’uva pompata. Il contenuto in acidi cinnamici del mosto da uva pompata è per le diverse lavorazioni tra il 52 ed il 72% del contenuto complessivo stimato nella bacca. Considerando che il succo contiene solo una frazione minoritaria (tra il 24 ed il 37%) degli acidi cinnamici della bacca, si conclude che il mosto estratto contiene tutti gli acidi cinnamici presenti nel succo della bacca, più una parte importante dei composti estratti dalla polpa e dalla buccia. Nella forma nativa, preservati da fenomeni ossidativi.

Contenuto in cidi cinnamici dei mosti ottenuti dopo pressatura con i due diversi sistemi di caricamento

Contenuto in cidi cinnamici dei mosti ottenuti dopo pressatura con i due diversi sistemi di caricamento
A parità di resa in mosto si osserva come atteso un incremento del contenuto in polifenoli totali nei mosti ottenuti da uva pompata, rispetto ad uva intera. Tale incremento è dovuto in parte alla maggiore estrazione di acidi cinnamici (vedi sopra) ed in parte, non eccessiva, ad una maggiore estrazione di altri composti polifenolici, in particolare di catechine.

Contenuto in composti fenolici dei mosti ottenuti dopo pressatura con i due diversi sistemi di caricamento

Contenuto in composti fenolici dei mosti ottenuti dopo pressatura con i due diversi sistemi di caricamento
L'importanza del caricamento della pressa è particolarmente evidenziata dalla misura del glutatione ridotto presente nel mosto. Nelle due prove con MT e SB le concentrazioni di glutatione sono risultate superiori del 96% e del 42% rispettivamente. Si ritiene che questo risultato sia principalmente ascrivibile alla migliore protezione ottenuta nella fase di caricamento, infatti, le differenze di composizione sono maggiormente evidenti nel mosto fiore. Il glutatione ridotto contenuto nei mosti da uva pompata è sempre elevato, tra il 51 ed il 68% del contenuto totale della bacca. Anche per il glutatione si può concludere che in questa configurazione operativa si riesce a portare nel mosto il 100% del glutatione del succo assieme ad una parte significativa del glutatione presente nella buccia.

Contenuto in glutatione dei mosti ottenuti dopo pressatura con due diversi sistemi di caricamento

Contenuto in glutatione dei mosti ottenuti dopo pressatura con due diversi sistemi di caricamento
Si osserva una maggiore presenza di solforosa totale e libera nei mosti da uva pompata. A parte il caso del TA dove il consumo di anidride solforosa libera è stato accelerato dalla non completa inertizzazione della pressa, si vede che nella pressatura di SB e MT si riscontra a fine pressatura un contenuto superiore di solforosa. Questo risultato è ragionevolmente da ascrivere ad una più efficace protezione dai fenomeni ossidativi nella fase di caricamento della pressa, con un più limitato consumo di solforosa.
Nella pratica, con un caricamento più efficiente della pressa è possibile ridurre le dosi di anidride solforosa necessarie per assicurare lo stesso effetto antisettico ed antiossidante sul mosto.

Contenuto in solforosa libera e totale dei mosti ottenuti dopo pressatura con i due diversi sistemi di caricamento
L’effetto inerte della Rotho-Noxys
Nella pratica, con un caricamento più efficiente della pressa è possibile ridurre le dosi di anidride solforosa necessarie per assicurare lo stesso effetto antisettico ed antiossidante sul mosto.

Contenuto in solforosa libera e totale dei mosti ottenuti dopo pressatura con i due diversi sistemi di caricamento
L’effetto inerte della Rotho-Noxys
- Si ritiene che questa protezione operata dalla Rotho-Noxys sia dovuta al fatto che il disegno della coclea piena a spire cave, associato all’ottimale velocità di trasferimento, obbliga l’uva a compattarsi spingendo fuori l’aria degli interstizi.
- I grappoli d’uva intera si immergono quindi progressivamente nel mosto alla base del cono, eliminando così tutta l’aria, prima che la quasi totalità degli acini abbia perso la propria integrità evitando così l’ingresso di aria nella pompa, tanto che l’ossigeno trasferito nella pressa risulta minimizzato.
- Infine gli ugelli permettono, come nelle prove qui descritte, di inertizzare ulteriormente l’interno della tramoggia, tanto che la quantità di ossigeno entrato nel sistema risulta significativamente inferiore a quella che entra in pressa con il carico manuale dell’uva.
- L’utilizzo o meno degli ugelli per inertizzare permette all’enologo di poter modulare in una certa misura il grado di protezione assicurato.
Le sperimentazioni condotte nella vendemmia 2009 sulle tre varietà a bacca bianca Traminer aromatico, Muller Thurgau e Sauvignon blanc hanno evidenziato che il caricamento con il sistema Rotho-Noxys permette un efficace caricamento della pressa inertizzata, operazione che facilita la completa inertizzazione del processo di pressatura fin dalle fasi iniziali del caricamento.
Gli effetti sulla protezione del mosto sono evidenziati da un importante incremento nei mosti ottenuti delle concentrazioni in glutatione ridotto, e di composti polifenolici facilmente ossidabili, associato ad un minore consumo dell’anidride solforosa esogena.
In altre parole, il grado di protezione dalle ossidazioni ottenibile con questa configurazione si dimostra superiore a quello ottenibile con la lavorazione di uva intera. Rispetto a quest’ultima, il caricamento è inoltre più semplice ed efficiente (caricamento completo della pressa), dato che non richiede operazioni di intervento dell’operatore (per la distribuzione dell’uva intera nella pressa, per la apertura/chiusura portello di carico, etc.) che rallentano la lavorazione e possono interferire con una completa inertizzazione.
La lavorazione con uva pompata permette di ottenere identica resa in mosto con tempi e pressioni operativi ridotti rispetto alla lavorazione dell’uva intera (una più rapida estrazione del mosto, con resa in mosto fiore dell’ordine del 40%, e l’ottenimento di rese dell’ordine del 70% con pressioni operative finali di circa 1.5-1.6 bar).
Gli effetti sulla protezione del mosto sono evidenziati da un importante incremento nei mosti ottenuti delle concentrazioni in glutatione ridotto, e di composti polifenolici facilmente ossidabili, associato ad un minore consumo dell’anidride solforosa esogena.
In altre parole, il grado di protezione dalle ossidazioni ottenibile con questa configurazione si dimostra superiore a quello ottenibile con la lavorazione di uva intera. Rispetto a quest’ultima, il caricamento è inoltre più semplice ed efficiente (caricamento completo della pressa), dato che non richiede operazioni di intervento dell’operatore (per la distribuzione dell’uva intera nella pressa, per la apertura/chiusura portello di carico, etc.) che rallentano la lavorazione e possono interferire con una completa inertizzazione.
La lavorazione con uva pompata permette di ottenere identica resa in mosto con tempi e pressioni operativi ridotti rispetto alla lavorazione dell’uva intera (una più rapida estrazione del mosto, con resa in mosto fiore dell’ordine del 40%, e l’ottenimento di rese dell’ordine del 70% con pressioni operative finali di circa 1.5-1.6 bar).












